Il vangelo di Giovanni è spesso considerato un vangelo difficile, perché va molto in profondità nelle questioni umane e divine. Nello stesso tempo, però, le sue intuizioni di fondo sono limpide.
Talmente limpide da poter essere facilmente intuibili. Ad esempio, noi abbiamo spesso l’idea che Dio funzioni come funzioniamo noi, pronti a donare tanto se ci danno tanto e a tirare su muso e muri quando non ci sentiamo rispettati. E allora pensiamo di dover “sedurre” Dio con preghiere, intenzioni, devozioni... tutte cose anche belle, ma che rischiamo di vivere nel modo sbagliato.
Il Gesù del quarto vangelo è molto diretto: ciò che ha fatto il Padre lo ha fatto per amore. Non c’è quindi da pensare a un Dio giudice che castiga chi non fa abbastanza. Il giudizio, semmai, consiste nel non accogliere un’offerta d’amore così trasparente.
Chi non si lascia amare, non verrà condannato, ma piuttosto si condanna già da solo, perché aveva a disposizione gratuita un bene che decide di non accogliere.
Ss. Trinità A ⇒Leggi il vangelo secondo Giovanni 3,16-18
