Le parole dette da Gesù sulle opere buone, sulla preghiera, sul digiuno sono state sempre ben ricordate e citate. Capita però sentirle citare come se puntassero all'umiltà e al nascondimento.
A ben guardare, però, si parla di altro. Pensiamoci bene: quando passiamo del tempo con un amico, con una persona che ci piace, vogliamo che gli altri ci vedano insieme? Dipende: ci sarà chi ci tiene più a far vedere di chi è amico che dell'amicizia, e allora ci terrà a mostrarlo. Ma chi è interessato all'amicizia, al limite riterrà preferibile essere da soli, perché nulla disturbi dall'essenziale. Chi compra un bell'abito costoso, è interessato alla sua bellezza e comodità o a far vedere che ha i soldi per comprarlo? Nel secondo caso, potrebbe essere utile che si veda bene la marca costosa, più che garantirci che l'abito ci vada perfettamente addosso.
Così è per ciò di cui parla Gesù: ti interessa il dialogo con il Padre? Non hai bisogno di farti vedere che preghi. Vuoi bene all'umanità che incontri? Non serve che ti vedano mentre fai elemosina.
Gesù sembra quindi semplicemente richiamarci alla trasparenza: punta a ciò che ti interessa, mira alla tua vita più autentica. Il di più è inutile o dannoso.
In questa direzione va anche il digiuno, anche quello quaresimale, che a volte si fa simbolico (magari dai social, o da vizi innocenti ma che condizionano troppo la nostra vita): non è il farci del male per far piacere a qualcuno (perché Dio dovrebbe godere della nostra sofferenza?) ma per riscoprire l'essenziale, che cosa davvero è fondamentale per la nostra vita buona.
Liturgia del Mercoledì delle Ceneri ⇒Leggi Matteo 16,1-6;16-18.
