Può darsi che non smetta di sorprenderci: il Gesù risorto, che torna in mezzo ai suoi discepoli che lo hanno abbandonato, non li rimprovera ma condivide la pace. E non solo.
Immediatamente li coinvolge nella sua stessa missione, al posto suo. Non solo non mette fine all'amicizia, ma la rilancia con un atto di fiducia estrema, che peraltro mette i discepoli nella stessa situazione sua, quella di chi è chiamato a fare come lui, ossia ad annunciare la pace. Non è un caso che il dono dello Spirito non implichi la capacità di fare miracoli, di capire in profondità la vita o di essere convincenti nella predicazione, ma "solo" la capacità di perdonare i peccati, di fare pace.
E la pace che noi non avremo costruito, resterà da fare…
Pentecoste A ⇒Leggi il brano di vangelo secondo Matteo 28,16-20
