Il Gesù risorto continua ad apparire ai suoi discepoli, i suoi amici. E, lungi dal rimproverarli per il loro tradimento, esordisce subito donando loro la pace. Non si limita però a questo.
Li manda subito in missione, come persone di cui si fida, a fare il lavoro suo, quello che lui aveva portato a termine, su mandato del Padre, fino a morire in croce. E lo dice a persone che avevano promesso che sarebbero morte con lui ma poi si sono dileguate appena sono comparse le guardie per arrestarlo. Gesù non si limita allora a dire che non porta rancore. Rilancia con un attestato di fiducia. Che ci verrebbe da ritenere immeritata. Crede, per primo lui, a chi ha davanti.
Sembra voglia indicarci la strada: per una vita vissuta davvero bene, all’altezza di Dio e degli esseri umani, occorre saper guardare le persone come le guarda Dio, con fiducia e senza risentimento, credendo che possano dimostrarsi stavolta all’altezza di ciò in cui hanno appena fallito.
Ed è lo stesso sguardo con cui Dio contempla ognuno di noi.
Leggi il vangelo di Giovanni ⇒capitolo 20,19-31
