In queste domeniche di Quaresima, continuano le letture lunghe tratte dal vangelo di Giovanni, belle e preziose, nonché ricchissime di tanti stimoli, tra i quali è doveroso scegliere.
Oggi può essere interessante concentrarci su una battuta non semplice da capire. Gesù ha saputo della malattia grave del suo amico Lazzaro, che però vive in Giudea, nella regione intorno a Gerusalemme dove a governare è il sinedrio che ha già detto di volere Gesù morto, come i discepoli stessi gli fanno notare. E lì il maestro reagisce con una battuta strana: «Chi cammina di notte inciampa, perché la luce non è in lui». Che cosa vuol dire?
Pensiamo alla situazione: se Gesù non vuole correre pericoli, non deve andare da Lazzaro, è chiaro. E sicuramente anche lui è dubbioso: non ha mai cercato la morte, non desidera la sofferenza. Se alcuni martiri a volte hanno dato l’impressione di agognare al martirio, questo non è l’atteggiamento di Gesù.
Nello stesso tempo, però, se Gesù mettesse la propria salvaguardia al di sopra di tutto, renderebbe incoerente la sua missione. Ed è significativo che sia l’amicizia a mandarlo in crisi, perché per il Dio di Gesù, il Dio della Bibbia, le relazioni non sono un “di più”, ma sono fondamentali.
Sembra allora che Gesù lo dica a sé: l’importante è camminare nella luce, nella chiarezza, nella trasparenza. Gesù non vuole sfidare il sinedrio, vuole confortare degli amici. Se avvicinarsi a loro, a Gerusalemme, significherà mettere a rischio la propria vita, Gesù affronterà il rischio, che finché ha potuto ha cercato di evitare.
L’importante è mettere i calcoli in secondo piano, concentrarci sull’essenziale, sul cuore delle questioni. Se camminiamo in questa luce, non possiamo inciampare.
IV Domenica di Quaresima A ⇒Leggi il Vangelo secondo Giovanni: 11,1-45
