Esiste qualcuno che non ha mai ascoltato o non ricorda l'episodio dei due discepoli che, in cammino verso Emmaus, accolgono tra sé un viandante che spiega loro la vicenda di Gesù?
Della quale avevano già saputo tanto e che poi si svela spezzando il pane? Tra i molti spunti che potrebbero essere ripresi, può forse esserci utile soprattutto uno. I due discepoli, infatti, se ne vanno da Gerusalemme a Emmaus tristi. Quando lo sconosciuto che solo noi sappiamo essere Gesù si accosta a loro, mostrano di avere già tutte le informazioni sulla risurrezione, ma sostanzialmente di non crederci. Gesù spiega loro però le scritture antiche, anche se poi è solo a tavola che viene riconosciuto.
Potremmo ricavarne qualcosa anche per noi. Come i due discepoli in cammino verso Emmaus, probabilmente anche noi abbiamo già tutto ciò che ci serve sapere per non restare nella tristezza. Lo sguardo indietro, alla storia nostra ma anche di Dio e delle sue promesse può aiutarci a mettere tutto in un contesto più ampio e preciso. Alla fine, però, per aprire davvero gli occhi occorre essere richiamati al dono di sé divino, alla relazione con lui.
Il bello è già qui con noi, ma guardare la nostra storia ci può aiutare a coglierlo, e soprattutto ci sarà utile ricordarci e scoprire che siamo sempre in relazione con un "tu" che ci invita a donarci perché si dona, e così facendo ci porta alla pienezza.
Leggi il vangelo di Luca⇒ capitolo 24,13-35
