La trasfigurazione è un brano noto ma sorprendente e spiazzante. Forse possiamo recuperarne tre idee rapide. «Fu trasfigurato davanti a loro»: esperienza che può succedere nella vita di chiunque;
anche se accade poche volte nella vita, di godere di intuizioni grandi, profonde, di percezioni su dove indirizzarci nel nostro percorso, su quali vie intraprendere... Sono intuizioni preziose, che vanno valorizzate, «è bello per noi».
«Non temete». Il grande che ci abbaglia può spaventarci. Gesù ci invita a non farlo, ad accogliere il bello, enorme, sorprendente che potremmo a tratti incontrare senza paura, come appello e invito a una vita piena.
«Non parlate a nessuno». Dal monte si scende, occorre tornare nella vita di tutti i giorni, nella quale forse ci si chiederà addirittura se davvero abbiamo vissuto qualcosa di straordinario. Anzi, si torna nella minaccia della croce e della morte. In quel tempo l’intuizione non va dimenticata, ma custodita con cura, tutelata, tenuta cara.
Tre parole apparentemente incoerenti, che invece vanno mantenute insieme: il gusto e l’umiltà di accogliere le grandi intuizioni, l’invito a non farcene spaventare e la fedeltà del camminare nella quotidianità faticosa e noiosa. Ognuno di questi aspetti aumenta il senso e la profondità degli altri due, e del nostro vivere.
II domenica di Quaresima A ⇒leggi: Marco 17,1-9
