Noi immaginiamo che le medaglie della vittoria vadano date a chi vince, dopo che ha vinto, che si è dimostrato più forte e grande degli avversari. Non solo "noi moderni", ma un po' tutta l'umanità.
È ovvio e naturale. Eppure l'evangelista Matteo costruisce il suo racconto in un modo che ci spiazza. Gesù viene dichiarato Figlio di Dio, l'amato, il suo compiacimento. Che cosa avrà fatto? Qualche miracolo, forse, magari ha risuscitato un morto o fatto tornare il sole indietro nel suo corso. Deve aver fatto qualcosa che mostrava appieno la sua divinità e la sua umanità perfetta.
In realtà, ciò che ha fatto poco prima è stato di accogliere la propria mortificazione, facendosi battezzare da un altro, che ha anche dovuto convincere: «Lascia fare per ora». Non dice "lascia fare a me", ma semplicemente "lascia fare", lascia andare, accogli la storia come viene. Per ora, perché hai ragione, non dovrebbe essere così, ma per ora è così. Accoglila, vivila nella sua umiltà anche bugiarda, resta al tuo posto, non approfittare di quello che potrebbe essere il tuo diritto. Lo dice al Battista, lo dice a se stesso, lo dice a noi. Per diventare esseri umani all'altezza di Dio.
Battesimo del Signore ⇒Rileggiamo il vangelo secondo Matteo, 3,13-17
