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In Francia, nella città di Le Puy-en-Velay, nel 1650, nasce La Congregazione delle suore di san Giuseppe, fondata dal gesuita, Padre Jean Pierre Médaille, che, nella sua missione di sacerdote, vede da vicino la povertà spirituale e materiale in cui vive la maggior parte della gente. Egli, durante le sue predicazioni, incontra delle giovani che come lui hanno il sogno di realizzare qualcosa di bello per Dio e in cuore il desiderio di consacrarsi a Lui.
Padre Médaille intuisce “un Progetto” capace, in concreto, di conciliare la duplice dimensione: la preghiera contemplativa e la missione tra i fratelli. Occorrono cuori che facciano entrare la luce e la tenerezza di Dio nel mondo. Si tratta di occuparsi dei poveri, istituire scuole, servire negli ospedali, impegnarsi nell’educazione della gioventù…
Nonostante le difficoltà, nel terreno della piccolezza evangelica, germoglia la nuova Congregazione di vita apostolica delle Suore di san Giuseppe. Il suo progetto, come il suo stile, è chiamato dal fondatore: «Piccolo Disegno», cioè un modo di essere, improntato ad umiltà, semplicità e cordiale carità.

«Come vorrei che questo Piccolo Disegno si diffondesse in tutta la Chiesa», dice il Fondatore. E questo forte anelito si è avverato.
Oggi, le Suore di san Giuseppe, ripartite dal ceppo di Lyon, sono circa 6700, divise in 31 Congregazioni e 152 nazioni. I laici sel Piccolo Disegno sono circa 4000.
Da quel piccolo seme, gettato nel solco della storia, nasce l’ALBERO dalle profonde radici, che moltiplica i germogli e dona i frutti del Carisma all’umanità.

 


Jean-Pierre Médaille
nasce a Carcassonne, città medioevale nel sud della Francia, il 6 ottobre 1610, terzogenito di otto figli. Il padre Jean è avvocato e la madre si chiama Phelippe d’Estevenel.

A sedici anni non ancora compiuti, nel 1626, entra nel noviziato dei gesuiti a Toulouse e due anni dopo emette i primi voti.

All’età di ventisette anni, nel 1637, viene ordinato sacerdote e a trentatre anni, l’11 ottobre 1643, concluso il periodo di formazione, emette la Professione solenne di quattro voti.

Dal 1643 al 1649, padre Médaille è membro della comunità del collegio di Saint-Flour e, intorno al 1646, inizia la sua attività di fondatore.

Il ministero apostolico gli permette di vivere a contatto con la gente, conoscerne i bisogni e accompagnare giovani desiderose di consacrarsi a Dio nel servizio ai più poveri.

Durante l’anno 1650-51, che vede le origini della Congregazione delle suore di S.  Giuseppe, padre Médaille si trova a le Puy con l’incarico di predicatore e può seguire da vicino i primi passi del nascente Istituto, approvato dal vescovo mons. Henri de Maupas, il 10 marzo 1651.

Per la nascente comunità apostolica scrive una lettera detta “Eucaristica” dove si trovano il fine e i fondamenti carismatici della nuova famiglia religiosa; inoltre i Regolamenti, le Costituzioni, il Direttorio e una raccolta di Massime che più tardi elaborerà per diffonderle anche ai laici.

Vive gli ultimi quindici anni nella Diocesi di Clermont, sempre incaricato delle “missioni al popolo”.
Muore a Billom, il 30 dicembre 1669, all’età di 59 anni.
Dopo la sua morte viene ricordato come “santo e apostolo”.

Padre Médaille uomo di contemplazione e di azione è un missionario infaticabile; è un mistico, appassionato di Gesù, servo umile, obbediente al Padre, e dell’Eucaristia “mistero di comunione, perfettamente unificante; modello del nostro amore per Dio e della nostra carità verso il prossimo”.

 

  • Lettera Eucaristica

 

  • Regolamenti
     
  • Costituzioni primitive
     
  • Piccolo direttorio
     
  • Massime del piccolo Istituto
     
  • Massime di perfezione
     
  • Esercizio in forma di preghiera
 

Padre Médaille, uomo e missionario amante della discrezione e del silenzio, sceglie san Giuseppe per modello e patrono del nuovo Istituto.

«La Congregazione porta il nome di “San Giuseppe” perché ama in modo particolare la virtù del nascondimento di questo grande Santo ed è posta sotto la sua protezione e difesa» (T.P. pag. 26 n. 2).

Giuseppe rimane all’ombra di Gesù e di Maria in silenzio, un silenzio che parla. “Egli ha vissuto semplicemente, nel servizio quotidiano a Gesù e Maria, l’intima unione con il Padre e la carità verso il prossimo” (Cost. n. 14).

Atteggiamenti incarnati dalle suore nella loro vita e trasmessi nel corso del tempo, quale preziosa eredità.

 

Nasce a  Bas-en-Basset, Alta Loira,  il 31 marzo 1759. Nel 1778 entra nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Monistrol-sur-Loire e l’anno seguente emette la Professione religiosa, per sempre.
Vive i tempi duri della rivoluzione francese, durante la quale preti e religiosi, ‘sospettati’, furono incarcerati e, spesso, giustiziati. Questa medesima sorte toccò alle comunità delle Suore di San Giuseppe, soppresse e disperse; alcune vennero arrestate e subirono il martirio; altre tornano alla propria famiglia o vivono nascoste. Madre Saint Jean Fontbonne scampa alla ghigliottina e, ritenendosi indegna, manifesta il suo rincrescimento: aveva allora 35 anni! Nuovi campi e nuovi orizzonti attendono la sua opera.
Dopo la Rivoluzione, le Suore si uniscono nuovamente in gruppi di comunità, per occuparsi della popolazione lacerata dalla guerra. Madre Saint-Jean Fontbonne fu tra le più energiche e fiduciose che il Piccolo Disegno potesse riprendere vita e diffondersi oltre oceano. Il ceppo rifiorì con una svolta decisiva: l'arcivescovo di Lyon, il cardinale Fesch, diede l’incarico a questa sorella straordinaria di fondare nuovamente la Congregazione delle Suore di San Giuseppe, che, in seguito, si sparse oltre i confini: in Europa, nelle Americhe ed altrove.

Donna di fede: la sua vita spirituale è veramente costruita sulla roccia e alimentata dalla fiducia in Dio Padre, come lei stessa afferma: «Bisogna gettarci come bambini nelle sue braccia».
Donna umile: pratica questa virtù così intensamente che, la sua grande semplicità e dolcezza che le attira i cuori delle persone.
Donna di carità: madre Saint Jean faceva il bene ovunque, c’è nel suo servizio un risposta concreta a tutti i bisogni che incontra.
Una donna eccezionale che Dio ha dato alla Chiesa e alle Congregazioni di San Giuseppe.
È stata definita “Uno specchio vivente del Piccolo Disegno”, “Donna con uno sguardo chiaroveggente, di compassione e di unità”, “Donna semplice e grande”, “Una vita piena e feconda”.

 

La Congregazione nasce a Cuneo il 10 ottobre 1831, per opera del Canonico Giovanni Manassero, priore e parroco della Cattedrale. Mosso dallo zelo per la gloria di Dio e il bene dei fratelli, vede indispensabile e preziosa la presenza delle suore per alleviare le povertà materiali e morali del tempo, animato anche dai frutti di bene che le Congregazioni di san Giuseppe maturavano in Francia.

 

Ospita nella sua casa canonica le prime cinque giovani della città, desiderose di consacrarsi a Dio e donarsi al prossimo. Consegna loro le costituzioni delle suore di san Giuseppe di Lyon, la città francese che aveva conservato Il Carisma scaturito dal cuore di Padre Médaille. Da questo ceppo un nuovo germoglio, mette radici nella terra cuneese con propri membri e autonomia.

 

Le suore si dedicano all’educazione e all’istruzione delle fanciulle povere, delle orfane e alla cura delle persone inferme nelle loro case. In particolare, prestano il loro generoso servizio di infermiere nel “lazareto” durante l’epidemia del colera, che porta alla morte circa un decimo della popolazione. Anche suor san Giovanni, dopo appena tre giorni di attività fu colta dalla malattia e, come “chicco di frumento”, donò la sua vita.

 

Molto presto la Congregazione si espande, crescono le comunità in Piemonte e regioni limitrofe; l’apostolato delle suore può abbracciare tutte le opere di bene materiali e spirituali.

 

Nasce a Trinità di Cuneo, il 25 agosto 1776.
Segue la chiamata di Dio e diviene sacerdote.
È nominato Priore della Cattedrale in Cuneo, il 17 marzo 1823.
Fonda la Congregazione nel 1831.
Muore il 24 marzo 1835.

È un vero ministro di Dio che, con l'esempio di una vita di dedizione e di fedeltà, porta ovunque la Parola di Gesù... L'Apostolo che, luce del mondo e sale della terra, non ha altro ideale se non la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Il Pastore che si sacrifica per il bene delle sue pecore...
Dà esempi tangibili di fede, di zelo per il Vangelo, di carità, dedicandosi in ogni modo per alleviare le necessità materiali e spirituali della popolazione.
È così stimato da tutti e, in particolare, dal Vescovo, tanto da chiamarlo «L’uomo dei miracoli».

 


Il 10 ottobre 1831 la Congregazione ebbe inizio a Cuneo con il primo nucleo delle 5 Suore:


Marianna Stecchini, che prese il nome di suor san Giuseppe, Superiora. 

Clara Cavallo, che prese il nome
di suor san Giovanni, Assistente.
 

Anna Serale, che prese il nome di
suor Crocifissa, maestra delle novizie.

Maddalena Viale, che prese il nome
di suor san Paolo, Economa.

Domenica Frua, che prese il nome
di suor Teresa, Portinaia.

Il 30 ottobre 1834, nella Cattedrale, emisero la Professione religiosa nelle mani del Vescovo.

 


Nasce a Monforte di Alba, il 3 luglio 1874.
L’8 aprile del 1892 segue la chiamata del Signore ed entra nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo. Manifesta il suo unico desiderio: «Diventare santa, ma una santa gioiosa».
Per alcuni anni vive la sua missione con i bambini della scuola Elementare e a servizio della Famiglia religiosa, come segretarie generale.
Nel 1902 le viene affidato l’Istituto nascente dei Sordomuti che da alcuni mesi è nel cuore della Congregazione: servizio di cui all’epoca nessuno si occupa. Suor Filippina accetta il nuovo incarico, desiderosa di compiere l’obbedienza.
È la prima Direttrice e si dedica all’espansione dell’Opera con grande disinteresse, amore e umanità, tanto che i sordi la chiamano “Mamma Filippina”.
Muore il 4 settembre del 1938.

“Il suo amore preferenziale fu certamente per i piccoli e per i poveri. Non restò mai indifferente di fronte al bisogno degli ultimi e in essi, il suo cuore sensibile e altruista, riversò quanto di meglio conteneva: una parola di comprensione o di fede, un sorriso di bontà e vicinanza, un dono in natura o denaro, condivisione di quanto la Provvidenza aveva fatto giungere all’Istituto.

Grazie alle sue qualità personali rare e preziose suor Filippina seppe comunicare in modo unico con i suoi Sordomuti: ‘Il linguaggio del cuore’. Il suo amore si colorò di capacità particolari per riuscire a leggere quanto le parole non potevano dire e ascoltare ciò che gli occhi smarriti traducevano confusamente. Paura, solitudine, interrogativi profondi, trovarono in lei la spiaggia su cui approdare”.

 
  • Le Costituzioni
  • Il Direttorio
  • Can. Dalmazio Peano, Monsignor Canonico Giovanni Maria Silvestro, Cuneo, Tip. Provinciale, 1924, pp. 464.
  • Can. Mario Bessone, Canonico Priore Giovanni Manassero, Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe, Cuneo, Tip. Provinciale, 1935, pp. 36.
  • P. A. M. Montabone S.J., Linguaggio del cuore, suor Filippina Clerico, Roma, Paoline, 1941, pp. 288.
  • Cenni storici sulle Suore di san Giuseppe e sulla Congregazione di Cuneo, Chieri, «Fiamma del Sacro Cuore», 1949, pp.172.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, a cura di suor Irene Botasso, Monsignor Cnonico Maria Silvestro, a cento anni dalla sua morte, Cuneo, Ghibaudo, 2009, pp. 32.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, In fide robur, Memorie edificanti di madre Concetta Magliano, Cuneo, Ghibaudo, 1957, pp. 80.
  • Claudia Paruso, Miriam Dalmazzo, Più luce al Congo, Torino, Borla, 1962.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, Lo spirito del piccolo disegno, Torino, Marietti, 1964, pp. 136.
  • A. Bois, Canonico, Le Suore di San Giuseppe, Torino, Marietti, 1968, pp. 376.
  • Suore di S. Giuseppe Cuneo, Agam, 1981, pp. 96.
  • Giuseppe Mina, Dal «sì» al dono, suor Maria Battistina Tallone, delle Suore di San Giuseppe di Cuneo 1929-1983, Torino, 1985, elle di ci, pp. 120.
  • Giuseppe Mina, Canto alla vita, Profilo di suor Francesca Milanesio, Missionaria delle Suore di Sn Giuseppe di Cuneo (1945-1982), Torino, elle di ci, 1985, pp. 144.
  • 1966-1991, 25 anni della Federazione italiana delle Suore di San Giuseppe, Cuneo, Ghibaudo, 1991, pp. 72.
  • Paolo Risso, Quel che può l’amore, suor Ausilia, Cuneo, AGAM, 1996, pp. 176.
  • Suor Miriam Dalmazzo, suor Gemma Dalmasso, Dall’Italia le missionarie raccontano, Cuneo, Ghibaudo, 2001, pp. 80.
  • Suor Nazarena Manuelli, Africa terra di speranza, Storia delle nostre missioni in Africa (1951-2001), Cuneo, AGAM, 2001, pp. 160.
  • Giovanni Cornaglia, La bomba che spense il sorriso, Centallo, "Laboratorio G. Duelli", 2005, pp. 120.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, a cura di suor Irene Botasso, Ricordando Monsignor Canonico Giovanni Maria Silvestro a cento anni dalla sua morte, 1909-2009, Cuneo, Ghibaudo, 2009, pp. 32.
  • Gianni Ghiglione, Un anno con Giovanna de Chantal, Torino, Elledici, 2009, pp. 112.
  • Gianni Ghiglione, Santa Giovanna di Chantal, Torino, Ed. Velar, 2010, pp. 48.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, a cura di suor Irene Botasso, Istituto Sordomuti di Cuneo, 1902-2002, cento anni di vita, Cuneo, Primalpe, 2010, pp. 400.
  • Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, a cura di suor Silvia Canale, Abitata dal fuoco dell’amore, madre Andreina Manassero, Cuneo, Agam, 2010, pp. 88.
  • Maria Giorgia Mana, Nel giardino di Dio, Giuda alla composizione floreale per la liturgia, Torino, Edizione Mille, dicembre 2013, pp. 210.
  • Irene Botasso, La festa del cuore, Asilo Infantile Cattolico di Cuneo, 170 anni di vita: 1845/2015, Cuneo, Primalpe, 2015, pp. 332.
  • Marta Maria Pesce, Jean-Pierre Médaille (1610-1669). Sulle tracce di un fondatore “nascosto”, Cuneo, Primalpe, febbraio 2016, pp. 523.
  • Giovanni Porello, Grazie alla vita che mi ha dato tanto, Ricordi e scritti di suor Rosa Porello, Cuneo, Primalpe, marzo 2017, pp. 110.
 
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