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«La nostra cara congregazione troverà certamente nell'Eucaristia il modello da imitare e il vero esempio delle sue opere d'amore che, con l'aiuto di Dio, avranno tutte le dimensioni di lunghezza, larghezza, altezza e profondità loro attribuite da San Paolo». Padre Jean-Pierre Médalille Lettera Eucaristica 26-27.

"Contemplando Gesù nell'Eucaristia, mistero in cui Egli si dona per coinvolgerci tutti nella comunione universale, veniamo da Lui trasformate e condotte a sperimentare l'efficacia unitiva del Mistero pasquale del grano che muore nella terra per comunicare la vita. Gesù con la pienezza d'amore dello Spirito santo, ci rende partecipi della sua comunione con il Padre unendoci tra noi con la medesima comunione".

"Viviamo il dinamismo di questa comunione come personale esperienza interiore e come comunità, nella Chiesa e nel mondo. Realizziamo così il fine del piccolo Disegno: la «DUPLICE UNIONE TOTALE» degli uomini con Dio e tra di loro e contribuiamo a ristabilire questa unione nella Chiesa. Costituzioni n. 3-4.

 

Che cosa ci muove interiormente?

Viviamo in comunità aperte alla missione, tra la gente, come segno dell’unità che Dio opera nella Chiesa e nel mondo lacerato da divisioni e violenze.

Coltiviamo tra noi atteggiamenti di pazienza, dolcezza, umiltà, semplicità e cordiale carità, propri della Santa Famiglia di Nazareth.

La comunità, pur nella sua piccolezza, è irradiazione della vita divina.
Guardiamo a Gesù Eucaristia quale modello e sorgente di ogni nostra ispirazione e azione.

Cerchiamo, in ogni ambiente, di creare relazioni serene e positive, mediante la fiducia, il dialogo, la riconciliazione.

Incarnate nel tessuto della storia umana vogliamo essere presenze discrete, dense di umanità, accanto ai fratelli di qualunque razza, lingua, condizione sociale e credo.

 


Desideriamo

Essere tessitrici di comunione con Dio e con il ‘caro’ prossimo con i nostri fili fragili, fermamente fiduciose nella forza creatrice dello Spirito di Dio;
segni luminosi che irradiano l’umanità di Gesù, nel mondo di oggi;
voce di chi non ha voce, in ogni stagione dell’esistenza;
seme nascosto, senza apparenze, partecipi e solidali con ogni vicenda umana.

Essere, nella Chiesa e nella società, presenze che incarnano, la tenerezza che Dio ha per ogni creatura; ‘deboli strumenti’ affinché ogni opera bella, vera e buona sia per la maggior gloria di Dio.

 

Ci presentiamo

  • Siamo donne chiamate dall’amore di Dio Padre a vivere la consacrazione battesimale con la professione dei consigli evangeli di castità, povertà, obbedienza, mediante i voti pubblici, secondo la spiritualità e la fisionomia che il nostro Fondatore, Jean-Pierre Médaille, chiama “Piccolo Disegno”.

  • Attratte dallo spirito di piccolezza evangelica, contemplato nel pane spezzato dell’Eucaristia.

  • Affascinate dalla duplice unione: con Dio Trinità e con il “caro” prossimo, qualunque esso sia.

  • Che tendono a vivere la gioia dell’appartenenza esclusiva a Dio, abbandonate alla sua amorosa Provvidenza, riconoscenti di essere colmate dei suoi doni.

  • Inserite, con discrezione e semplicità, nel tessuto umano, impastate con la gente, come chicchi caduti nella terra.

  • Siamo, nella Chiesa e nel mondo, una Congregazione di vita apostolica attiva, che si prende a cuore ogni missione volta alla persona umana.

  • Siamo le suore di san Giuseppe, nate nel cuore di Cuneo, chiamate familiarmente “le giuseppine”, oggi sparse in tre continenti.

 


La lettera C, iniziale di Cuneo, con la sua forma vuole esprimere il nostro desiderio di apertura e di accoglienza.

Lo sfondo luminoso esprime l’Eucaristia, modello della suora di san Giuseppe e la Trinità, alla quale siamo consacrate.

Al centro del Logo vi è un albero le cui fronde raffigurano i paesi ove la Congregazione svolge la propria missione apostolica con l’immagine del Canonico Giovanni Manassero, che ha dato inizio alla Congregazione in Cuneo.

I due confini, il ‘ponte e la Bisalta’, sono due soggetti di carattere altamente simbolico. Il ponte esprime la spiritualità della Comunione: stabilire relazioni, favorire l’apertura agli altri, al diverso, al lontano, al povero; essere presenze d’incontro e di unità. La montagna che in senso biblico dice il luogo dove Dio si rivela, orienta ai grandi sogni e alle alte mete.

 
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