di Angelo Fracchia

AmareGiuda esce dal cenacolo, e Gesù dice che "il Figlio dell'uomo ora è stato glorificato". Ossia? Che cosa vuol dire "glorificare"? Secondo l'Antico Testamento in ebraico, si "dà gloria" a qualcuno quando...

gli si riconosce quanto vale. Si dà gloria a Dio se si ammette che vale davvero tutto quello che diciamo di lui. E in che senso, dopo che Giuda è uscito, Gesù sarebbe stato glorificato?
Forse perché Gesù sapeva (e lo ha detto) che Giuda lo avrebbe tradito, ma ha lavato i piedi anche a lui, ha parlato anche a lui... Ha mostrato che Dio amava e serviva anche chi lo tradiva, ha fatto intuire che l'amore di Dio non si sarebbe tirato indietro di fronte a nulla, neppure davanti al tradimento.
E infatti il vangelo lo ribadisce subito. «Amatevi!», dice Gesù. Quale sarà la carta d'identità del cristiano, in che cosa si riconoscerà che è davvero cristiano? Nel rispetto della morale? Perché venererà il papa? Perché saprà il catechismo a memoria?
Niente del genere: «Sapranno che siete miei discepoli se vi amerete». Avremmo forse preferito comandamenti più concreti, e peraltro meno esigenti. Avremmo magari preferito qualcosa di più "nostro", perché l'amore non è esclusivo dei cristiani. Niente! Dio vuole che amiamo: «Chiunque ama, è stato generato da Dio e conosce Dio» (1 Gv 4,7).
V Domenica di Pasqua C Leggi il vangelo secondo Giovanni 13,31-35

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