di Angelo Fracchia

Conosco le pecoreA volte il vangelo di Giovanni può respingere, può sembrare astratto e ripetitivo.
Ma dobbiamo fare lo sforzo di penetrare sotto una scorza che a volte ci respinge,...

per cogliere che cosa si muove al tuo interno.
Proviamo ad ascoltare semplicemente il quadro che Gesù prospetta, a sintonizzarci con quello, a lasciarcene sedurre...
Immedesimiamoci nelle pecore. Siamo parte di un gregge. Siamo animali miti ed esposti ai pericoli. Ma c'è un pastore che ci custodisce. Perché ci conosce. Non gli siamo semplicemente stati affidati: ci conosce. E noi conosciamo la sua voce, dunque siamo in grado di riconoscerlo, di unirci di nuovo a lui, di lasciarci custodire. E lui sa i nostri punti di debolezza e di forza, ha presente di che cosa abbiamo bisogno.
E questo pastore, che ci conosce, è una cosa sola con quel Padre che è più grande e forte di tutti, tanto che nessuno può sfuggire alla sua mano. Dunque, anche il Padre ci conosce e vuole il nostro bene.
Dio è un innamorato che ci conosce e dal quale nessuno può separarci, se noi non lo vogliamo. Secondo Gesù, è stato detto tutto.
IV Domenica di Pasqua C Leggi il vangelo secondo Giovanni 10,27-30

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