di Angelo Fracchia

Pietro entra per primo al sepolcro, ma è il "discepolo che Gesù amava" a vedere e credere. Di chi stiamo parlando? Di Giovanni? È quello che hanno pensato i primi lettori del vangelo,

ipotizzando che non si dichiarasse per umiltà. Ma sarebbe un'umiltà ben strana! "Il discepolo che Gesù amava", quasi che il Signore non amasse gli altri? Non si dice che Gesù lo amasse più degli altri, né che fosse il discepolo ad amare Gesù. Chi può essere, dunque, il discepolo che Gesù ama? In realtà, si può dire che qualcuno non sia amato da Lui? Devono essere tutti! Evidentemente, allora, "il discepolo che Gesù amava" vuole essere un simbolo di ogni discepolo di ogni tempo, di colui che è chiamato a lasciare che Pietro (il primo dei dodici, il portavoce autorevole della chiesa ufficiale) entri prima nel sepolcro, ma per poi entrare, guardare, vedere e credere.
Ossia? Che cosa significa credere? Vuol dire avere in mente un elenco di frasi incomprensibili che bisogna pensare siano vere? È chiaro che questo non avrebbe senso, e che non c'entra niente con il sepolcro vuoto.
Nell'Antico Testamento "credere" significava appoggiarsi, come ad un bastone. Nel cammino un bastone mi può servire a essere sicuro, a trovare sostegno, come appoggio per riposarmi, senza togliere nulla al mio impegno e fatica ma anche a patto che il bastone sia solido. Ecco, bisogna scegliere bene il bastone a cui appoggiarsi.
E questo resta il senso per il Nuovo Testamento. Chi entra nel sepolcro, chi intuisce che Gesù è vivo, coglie che Dio gli ha dato ragione. Aveva ragione Gesù, quando annunciava un Dio che accoglie tutti, che ama tutti, che vuole abbracciare tutti. E quindi, se Dio è così, acquistano senso le nostre fatiche, che non sono inutili, il nostro tentativo (spesso con così pochi risultati!) di orientare la storia verso il bene, le nostre sofferenze e speranze. Se Dio dona la risurrezione, vale la pena vivere, pur sapendo che si dovrà morire ma consapevoli, finalmente, di una promessa di vita ulteriore. Se Gesù vive, possiamo appoggiarci a lui; e possiamo vivere anche noi!
Domenica di Risurrezione anno B Leggi il Vangelo secondo Giovanni 20,1-9

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