di Costanza Lerda

AhmadHo conosciuto Ahmad, giovane Palestinese, mussulmano, nell’estate 2018, a Gerusalemme. In un viaggio organizzato da Pax Christi abbiamo incontrato lui e la sua famiglia.

A settembre 2019 è venuto in Italia, per due settimane. Con la famiglia vive in un campo profughi, ristretti in spazi angusti, come tutti in quella realtà. Il soggiorno in Italia ci ha avvicinati. Di lui abbiamo apprezzato la curiosità, la delicatezza nel porci le domande, la conoscenza e la preparazione. Non nascondo la difficoltà, a volte, nel rispondergli, data la profondità di quesiti, soprattutto quelli riguardanti la libertà e la possibilità di spostamento in autonomia. Difficile lasciarlo ripartire.
Commoventi i messaggi che ha iniziato ad inviarci, sul gruppo whatsapp, allo scoppiare della pandemia, a marzo. «Prego per la salute e la sicurezza di tutti gli amici italiani... spero che questo problema di virus passi rapidamente e in sicurezza ... pace e amore da Gerusalemme». Lui che vive blindato da sempre! Poi le foto dei Palestinesi solidali con le bandiere italiane vicino al muro di separazione e le richieste di avere nostre notizie.
Perché racconto questo?
Perché mi sembra particolarmente significativa la solidarietà che arriva da coloro che affrontano maggiori difficoltà, da sempre. Come, sui social, il video dei Siriani, sparsi nei campi profughi ed emigrati nel mondo, bambini ed adulti che testimoniano la loro vicinanza agli italiani nel momento della pandemia. Anche loro accatastati, ammassati in tende ...
Queste condivisioni mi toccano....

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