di Costanza Lerda

Preghiera di papa Francesco in tempo di pandemiaLa piazza è vuota, completamente vuota... piove.... un Papa... da solo... la attraversa. La sua invocazione: «Scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio».

Il giorno dopo chiederà che si fermino tutte le guerre. «I conflitti non si risolvono attraverso la guerra», dice. Si leva alta, da più parti, la richiesta di pace. Una necessità. Quanto viviamo in questi giorni ci cambierà. Dovremo riuscire ad adeguare la scale dei valori, i nostri impegni nella società. E allora come è importante ritornare sul tema delle risorse e della loro destinazione per la vita e non per la morte. “Sì al lavoro per la pace, no al lavoro per la guerra!”, è il pensiero della Commissione Pastorale Sociale e del Lavoro piemontese.
No alla produzione di armi, in questo tempo dove servono strumenti e attrezzature per la vita. «La guerra è contraria alla ragione... è follia. Tanti paesi parlano di pace e poi vendono le armi ai Paesi che sono in guerra. Questo si chiama grande ipocrisia», dice papa Francesco.
Uniamo la nostra fantasia e il nostro impegno per cercare e favorire lavori di pace.
Conclude così l’appello della Commissione: “Chiediamo... il dono dello Spirito per perseguire, insieme a tutte le persone di buona volontà, una nuova economia, più rispettosa della vita e dell’ambiente, dove tutti siano artigiani di pace”.
È una buona notizia questa consapevolezza politica e sociale...
Riusciremo a rendere visibili progetti di Resurrezione in una Pasqua “sospesa”? Dobbiamo.

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