di Costanza Lerda

Coronavirus: spesa per gli anzianiScorrono giorni “sospesi”. Non vogliamo perdere la voglia di vivere, di stare con gli altri, essere liberi negli spostamenti. Supereremo anche questa - qualcuno dice.

Sballottati tra paura e fiducia, speranza e preoccupazione, regole e divieti, non ci sentiamo comunque bene. Una mia cara amica mi ha fatta riflettere sul senso del limite. Non tanto un segno, ma una riflessione su chi siamo, come ci comportiamo, che cosa pensiamo del mondo. Alla fine sulla nostra non onnipotenza.
Possiamo effettivamente controllare, imbrigliare, gestire tutto, così potenti?
Gli anziani sono stati invitati a non uscire per evitare il rischio di contagio. Sappiamo quanto la vita in città sia anonima, impersonale, dove può succedere di non conoscere neanche il vicino di pianerottolo. Ma non solo in città: mi succede di non riconoscere i miei vicini di casa se li incontro fuori dal contesto.
A Torino, nel popolare quartiere di San Donato, all’ingresso di un condominio è apparso un cartello, indirizzato ai coinquilini più anziani della scala. “Se in questo periodo preferite rimanere a casa, le ragazze del quarto piano offrono la disponibilità a fare la spesa per voi (gratis)”.
Che questo sia un segnale per il nostro vivere civile? Una riflessione per l’attenzione da dare agli altri, in modo disinteressato?
In fondo è recuperare, in un momento di generale difficoltà, una solidarietà che ci può far stare meglio. Un piccolo gesto... in un periodo dove siamo invitati a mantenere le distanze.

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