di Costanza Lerda

Quale giustizia?Non è scontata la soddisfazione dopo aver partecipato ad un evento formativo. Non sempre il ragionare su temi importanti accresce la conoscenza in modo tale da intravedere...

una soluzione a quesiti pesanti. “Quale giustizia per quale società: giustizia riparativa, inclusione e percorsi di riconciliazione”, sabato 8 febbraio, ha rappresentato per me un positivo percorso. Una speranza... C’è stato l’approfondimento degli esperti, il dr. Sarzotti, sociologo, e Luciano Violante, già presidente della Camera di deputati.
A loro il compito di dirci quanto il carcere sia diventato un luogo di contenimento della marginalità sociale. Il riconciliare, al contrario del castigo, è modalità antica (già nella Bibbia). Oggi è la paura diffusa a diventare strumento di coesione per la società. Ribadita l’importanza di riconciliarsi innanzi tutto con se stessi. Prima dell’esposizione teorica, si sono ascoltate esperienze, tentativi di chi, con l’aiuto della legge, ma anche con tanto impegno personale ci ha creduto e l’ha attuato. Si tratta di operatori, associazioni, volontari....
Occorre prendersi cura della comunità e parlare di giustizia in rapporto al luogo in cui si vive.
Non è solo pagare il debito, ma restituire ai territori, che hanno bisogno di attenzione, sicurezza sociale. Fare cultura su quest’aspetto ha funzionato. Gli enti locali hanno un ruolo fondamentale per il reinserimento. La società può essere educata ad accogliere questa visione, per l’autore del reato e per la comunità.
Riconciliazione è il nodo nevralgico della giustizia riparativa. Alcuni ci sono riusciti... allora si può!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Scroll Up