di Costanza Lerda

don Gino Rigoldi«Facevo molta fatica a stare in seminario. Mi infastidivano le cerimonie pompose, gli orpelli, le liturgie piene di lamenti. Una sera mi scoprirono a dormire in canottiera e mi rimproverarono...

che ero troppo scoperto...». Don Gino Rigoldi è nato a Milano il 30 Ottobre 1939. Dopo le elementari ha frequentato l’avviamento professionale e a 13 anni ha cominciato a lavorare come operaio in una piccola azienda di apparecchiature elettriche, dove in seguito è diventato impiegato.
A 18 anni è entrato nel seminario, ordinato prete nel 1967.
Nel 1972 ha chiesto e ottenuto di diventare Cappellano dell’Istituto penale per minorenni “C. Beccaria” di Milano, incarico che tuttora esercita.
Nello stesso anno ospita in casa sua un primo gruppo di minori dimessi dal carcere senza casa e famiglia, coinvolgendo i Servizi Sociali e un gruppo di volontari perché nascessero risposte concrete a favore dei troppi giovani abbandonati. In qualità di cappellano ha ininterrottamente collaborato con gli educatori del carcere per realizzare i progetti di reinserimento sociale dei detenuti, contribuendo in particolare all’individuazione dei percorsi scolastici e formativi, del reinserimento lavorativo e della soluzione al problema abitativo. Ha scritto, collaborato con tanti, soprattutto si è mantenuto vicino ai ragazzi.
Il suo metodo educativo sta nel Vangelo e nell’articolo 3 della Costituzione. «Non sono un missionario, ma un prete di settantotto anni che ogni mattina legge un libro dove c’è scritto che Dio è amore e poi si butta nel lavoro», così in un’intervista di giugno 2018.

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