di Costanza Lerda

Speranza ...dai datteriSono kippah e kefiah a caratterizzare i due bambini che si tengono per mano, sulla scatola dei datteri medjoul alla Coop, commercializzati con il marchio “Terra equa”.

Rappresentano due realtà in guerra da tempo, in Palestina. Medjoul è considerato il “re dei datteri” per sapore e consistenza. Ricchi di fibre e di potassio, arrivano da Gerico, città palestinese di 19 mila abitanti, isolata dal mondo, oasi fertilissima. Con l’acquisto di queste confezioni si contribuisce alla realizzazione della prima clinica di chirurgia pediatrica a Betlemme.
Per altro verso, il progetto ha incentivato e valorizzato il rapporto fra produttori palestinesi e trasportatori israeliani. Dal 2002, a partire dalla costruzione del muro di separazione tra Israele e la Palestina, Gerico è diventata uno dei territori palestinesi più poveri, proprio perché isolata.
I datteri sono coltivati e lavorati da alcune piccole cooperative. Nessun agricoltore di Gerico potrebbe portare la sua frutta fino ai porti israeliani. Ecco allora che i container, con la frutta, vengono presi in carico da trasportatori israeliani che fanno imbarcare la frutta al porto di Ashdod.
Il frutto ha pertanto contribuito a questo piccolo «miracolo» di collaborazione tra due popoli in guerra. Molte famiglie che lavorano nelle cooperative sono rinate. Arrivano sulle nostre tavole al naturale, senza essere trattati né coperti di melassa. Sanissimi, vengono custoditi da grandi sacchi di filo intrecciato che permette ai frutti di respirare e maturare, e al tempo stesso li protegge.

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