di Costanza Lerda

No alla deforestazioneOltre l’80% degli abitanti del Kenya usa, per preparare il cibo, la carbonella, un combustibile inquinante. La legna degli alberi viene fatta a pezzi ed ammucchiata in coni coperti di terra,...

un foro superiore per la fuoriuscita del fumo e piccole aperture alla base consentono una combustione con scarsa ossigenazione. Peraltro la resa è molto bassa. Questa modalità, diffusa in molti paesi africani, accelera i processi di desertificazione. Produzione e uso di carbonella comportano altresì danni gravissimi alla salute.
L’Organizzazione mondiale della sanità segnala le morti derivanti dall’uso di combustibili poveri per cucinare. A ciò si aggiunge la deforestazione per recuperare legna da trasformare in carbonella. La campagna lanciata nel 2010 - Global Alliance for Clean Cookstoves - nel 2016 ha distribuito 31 milioni di modelli e in otto anni ha introdotto sul mercato mondiale 116 milioni di cucine pulite. Risultati incoraggianti ma insufficienti. In Kenya sono in corso azioni per ridurre la deforestazione e l’uso di carbonella.
Tom Osborn, giovane studente, ha fondato una società con l’intento di produrre combustibile dagli scarti della coltivazione della canna da zucchero. Questo evita la deforestazione e riduce notevolmente l’inquinamento prodotto. La piccola azienda fa lavorare una ventina di persone ed ha venduto fino al ora 130 tonnellate di questo nuovo combustibile. Un piccolo risultato che si è moltiplicato grazie all’avvio di altre esperienze simili.
Lo dice Gianni Silvestrini su Nigrizia.
>>  http://www.nigrizia.it/notizia/dalla-carbonella-alla-canna-da-zucchero/blog

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