di Costanza Lerda

Il 1° dicembre 1948 il presidente del Costa Rica Josè Figueres aboliva l’esercito. In un continente a lungo scosso dalla violenza, la linea pacifista vince. «Non voglio un esercito di soldati, ma di educatori»,...

disse allora e la promessa è stata mantenuta fino ad oggi. Uno stato può quindi essere sicuro senza armi, si può scegliere di destinare risorse a scuola, salute, infrastrutture. È la polizia che protegge i cittadini e si occupa anche del controllo delle frontiere e della lotta al narcotraffico.
La Costa Rica rimane una nazione pacifica, nonostante le continue violenze nei paesi vicini, un'isola di stabilità politica e prosperità economica. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come il miglior sistema sanitario in America Centrale e lo pone al 36° posto migliore al mondo.
L'ex presidente e premio Nobel per la pace Oscar Arias affermò che la negoziazione è il modo migliore per evitare lo scontro: «Le soluzioni militari ai conflitti dovrebbero essere l'ultima, l'ultima risorsa». [...] «Abbiamo nelle nostre mani il futuro dei giovani centroamericani e non possiamo fallire». Arias criticò gli Stati Uniti per essere un paese che ama la guerra e risolve i suoi conflitti con la violenza.
Che questa esperienza sia di auspicio, incoraggiamento e riflessione anche per noi. La speranza di ridurre le spese militari, se non proprio abolirle, può essere coltivata, sollecitata e realizzata anche in contesti difficili… Bisogna però volerlo, con fermezza e convinzione, unendo donne e uomini coraggiosi e determinati.  

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Scroll Up