di suor Ester Baudino

Una coccinella per amicaIn un fresco mattino di novembre, un timido raggio di sole viene a illuminare il davanzale della finestra della mia camera: me ne rallegro e mi avvicino. Lo sguardo si posa su una coccinella...

adagiata sul davanzale. Pare morta. Osservo con attenzione vedo oscillare leggermente le zampette anteriori. Felice per questi piccoli segni di vita, corro in cucina a prendere una foglia di insalata, sulla quale metto qualche goccia di acqua, risalgo in camera e la poso delicatamente accanto alla coccinella.
Rimango in attesa, con il fiato sospeso…
Lentamente, la mia piccola ‘amica’ sale sulla foglia, fa alcuni passi e si ferma. Pare inizi a rosicchiarne un angolino.
Torno soddisfatta al mio lavoro.
Ma, dopo qualche ora, sono nuovamente lì a vedere che cosa stia capitando. La coccinella passeggia velocemente su e giù per la foglia, gioca a nascondino e ricompare. La vita riprende, cresce, si esprime, trionfa. Questa è la ricompensa più gradita al “prendermi cura” di un essere fragile come una coccinella.
Quando ritorno a cercarla, non la ritrovo più: non ho dubbi, ha preso il volo. L’avventura della sua vita continua per sentieri nuovi, spazi nuovi, vissuti nuovi, amici nuovi, dentro una speranza ritrovata.
Questo è “prendersi cura” di qualcuno! Ci vuole così poco a riaccendere una vita e a suscitare nuove speranze. Basta accorgersi di tale presenza e farle un posto nel proprio cuore.
Questa coccinella me lo ha insegnato ancora una volta. Mi ha donato nuovo slancio per continuare la mia missione con persone in difficoltà.

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