di Silvia Micioni

Maria ed ElisabettaQuando viene proposto il brano di vangelo che contiene il Magnificat è sempre un'emozione ascoltarlo. Anche se lo si conosce bene, può sempre dirci qualcosa di nuovo.

Questa volta, la domenica 15 agosto, sono due le cose che mi hanno profondamente toccata.
La prima è la figura di Maria. Lei, nonostante la gravidanza, sente il bisogno di andare ad "annunciare" che Dio ha fatto grandi cose, e si mette in cammino... «In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione...».
Anche noi potremmo imitarla, quando scopriamo la grandezza della parola di Dio. Decidere di"correre" ad annunciare..., nonostante le nostre condizioni, le fatiche, gli impedimenti. E, proprio come Maria, iniziare semplicemente dalla nostra famiglia, dalle persone care che amiamo!
La seconda è che la grandezza di Dio permette a Maria di aprirsi verso gli altri. Scegliere di compiere un'azione di amore e di carità verso la cugina Elisabetta. Andare da lei per compiere un servizio. «Maria rimase con lei circa tre mesi».
La parola di Dio ci mette in piedi, ci spinge a correre, ad annunciare al prossimo quanto è grande il suo amore. E, allo stesso tempo, ci rende capaci, poco a poco, di amare profondamente.

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