di Silvia Micioni

Lettera ai nipotiNella vita ci sono momenti in cui vi sembrerà di arrivare, con la barca in bilico, nel vuoto, a rischio di affogare, trascinati via dalla corrente impetuosa. Potevate evitare di sporgervi così tanto,...

se sapevate che c'era il rischio di essere trascinati giù dalla corrente? Forse sì, o forse era inevitabile.
A volte vi capiterà di vedere il burrone da lontano, riconoscerlo, cambiare strada perché la vita vi sta a cuore. Altre vi capiterà di cadere, trascinati giù. Se succederà, confidate, presto tornerà la riva. Siate solo pronti a riconoscerla. E, mi raccomando, non sentitevi mai indegni di ritrovarla.
Possono arrivare giorni in cui nella barca della vostra vita vi sentirete soli. Soli in mezzo al mare. Non abbiate paura di navigare da soli. È nella solitudine che è possibile l’incontro.
Poi, ci verrà il momento in cui sarà necessario lasciare i vostri porti sicuri. Allora sentirete mancare la terra da sotto i piedi. Chi è pronto a lasciare i porti sicuri? Nessuno. Mai! Credo che non sia una condizione possibile. Però aspettare di esser pronti a buttarsi in mare aperto non aiuta a vivere il presente, ti proietta in un futuro sperato e ti fa “sopravvivere nell'attesa”.
Siate coraggiosi, cosa aspettate? Salpate! Nulla è più meraviglioso del mare aperto. Ah no, non è uno scenario da film.
Il mare aperto è la quotidianità, è il giorno dopo giorno, è il qui ed ora. È lì che si gioca tutto. Ora. [Continua 4]

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