di Silvia Micioni

Un volto, una storiaDistratta, confusa, svogliata, assente, pigra, incapace.
Non si impegna. Non studia.
Non si applica. Non è attenta. Dorme sul banco.
Non ha il materiale. È sempre in ritardo.

Non rispetta le consegne. Non ascolta.
Ma dove guarda? Dove ha la testa?
Potrei continuare ancora per molto l'elenco.
Alle volte può capitare a noi insegnanti di parlare così degli alunni.
In questo periodo, spesso, ho sentito parlare così di un'alunna da alcuni colleghi. Ho pensato che avessero ragione. È davvero svogliata!
Poi mi sono detta: “Fai sostegno, Silvia”. Prova ad entrare in empatia, in relazione, cerca un confronto, cerca di capire le motivazioni. Prova a mediare.
Allora ho preso da parte la ragazza, l'ho guardata negli occhi, erano occhi tristi e spenti.
Occhi impauriti che forse non ero stata in grado di guardare.
Le ho detto: «Vedo che qualcosa non va, se vuoi parlare io ci sono».
Suo papà è malato, è molto grave. Non è distratta, è preoccupata. Non è svogliata, è pensierosa.
Non è che non faccia i compiti, spesso è in ospedale con il papà.
Dietro ogni persona, dietro ogni volto che s’incontra c'è una storia.
Quando si ha a che fare con esseri umani, è sempre bene saper trattare con cura e con delicatezza…

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