di Silvia Micioni

La prospettiva è cambiataQuando torno a casa, alle volte, mi capita di andare nell’appartamento dove ora vive mia sorella. È piccolo, ma carico di ricordi. È quello in cui siamo nate e abbiamo trascorso tutta la nostra infanzia.

Ogni volta che entro, mi vengono in mente tutta una serie di ricordi. Immagini e pensieri scorrono nella mia mente… Quando ci stendevamo spensierate sull’erba del giardino; quando correvo alla lezione nella scuola di musica che si trovava proprio lì vicino; quando urlando dalla finestra chiamavamo i nostri amici coetanei, e ci ritrovavamo in strada a giocare. Tutti questi ricordi mi fanno vibrare il cuore di tenerezza mista a nostalgia.
In realtà, però, quello che più mi stupisce quando entro nella casa, è guardare ogni oggetto, ogni mobile, ogni porta, ogni minimo dettaglio come se tutto fosse più basso, più piccolo, più facilmente utilizzabile e a portata di mano.
Rido di me stessa quando penso a questo effetto. Ovviamente non è così, non è la casa che si è rimpicciolita, sono io che sono cresciuta! Mentre un tempo osservavo, con sguardo di bambina, dal basso verso l’alto, ora la prospettiva è cambiata!
Mi sorprende, soprattutto, uscire fuori dal terrazzo e guardare il panorama. Sì, perché quando ero bambina, non riuscivo a vedere nulla. La ringhiera ostruiva la vista. Era un grosso ostacolo. Ora posso appoggiarvi le braccia, guardare il panorama, intravvedere persino il tetto della nostra abitazione attuale, il campanile della parrocchia e la casa di mia nonna.
È davvero cambiata la prospettiva.
Dovremmo imparare a farlo per qualsiasi “ostacolo” della vita. Abilitarci a cambiare prospettiva è importante.
Potremmo accorgerci, forse, che quel muro che impedisce il passaggio, quel peso che schiaccia, quell’ostacolo che ostruisce la vista, in realtà non sono che trampolini di lancio, scale di appoggio che permettono di spiccare il volo!

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