di Silvia Micioni

Nuove radiciQuando cado nel buio più profondo della disumanità e del peccato tu mi fai rialzare e mi dici “convertiti”!
Quando mi perdo e non trovo la strada, sento chiara la tua voce che mi grida “torna”!

Se il morbo della paura, della sfiducia, della colpa mi attanaglia e non mi lascia respiro, tu mi prendi per mano e mi dici “guarisci”!
Se il mio cuore è inaridito da relazioni deteriorate che mi fanno sospettare del volto del fratello, tu mi urli “ama”!
Convertiti, torna, guarisci, ama!
Rendi tue queste parole, rendile concrete.
Anche quando ti senti perso, lontano, malato, pieno di rancore e rabbia perché al dolore, al peccato, alla sfiducia, alla prova non trovi nessuna spiegazione e vorresti solo capire.
Anche quando tutto è privo di senso.
Bisogna sapere restare nella prova. Restare non per subirla apaticamente, non per restarne soffocati, soggiogati, schiacciati, ma per renderla gestazione di vita nuova e saggia.
È quello il momento per convertirsi, tornare, guarire e amare.
Forse è proprio quello il momento di mettere radici.

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