di Silvia Micioni

Pausa di silenzioPoco tempo fa mi è capitata sotto gli occhi questa frase: «L'amore è l'opposto del silenzio», che mi ha lasciata perplessa. Ho iniziato a chiedermi quale fosse il significato.

Tuttavia, non riuscendo a capire come mai l'amore fosse inteso come il contrario di silenzio, ho provato a indagare su cosa fosse quest'ultimo per me.
Quasi subito, appena ci penso, associo il silenzio ad un segno grafico ben preciso: una pausa musicale, sicuramente per “deformazione professionale”. Soprattutto per noi, strumentisti a fiato, le pause, i silenzi, sono ciò che permette di fermarsi e respirare. Oppure, se non si è soli a suonare, il tuo silenzio, la tua pausa, permettono all'altro di esprimersi e di essere ascoltato. Altre volte, inoltre, le pause in un brano musicale servono per far riflettere il pubblico su quello che ha appena ascoltato. Quindi, per fare in modo che interiorizzi il passato, che si fermi sul presente e che attenda il futuro con speranza, curiosità, desiderio... Il silenzio serve ad accrescere un significato e a predisporne un altro. Questi sono solo alcuni dei valori delle pause, ma fanno intuire come siano fondamentali per sostenere un intero discorso musicale.
Nella musica, come nella preghiera, nel parlare, nello scrivere e, più in generale, nella vita, il silenzio è importante. Infatti, se si è in grado di “starci", è ciò che permette di dare senso al vissuto.
Anche nei Vangeli, soprattutto in quello di Marco, ricorre spesso la parola silenzio. Gesù tace, oppure chiede silenzio… Uno dei momenti più significativi del suo silenzio è la passione, è il più carico e forte.
È il silenzio di chi, per riprendere le parole di un canto di De André, “rantola senza rancore, perdonando con l'ultima voce, chi lo uccide fra le braccia di una croce...”.
Ed è nel perdono e nel silenzio che Gesù non ci abbandona. Anzi, ci ama infinitamente.
Concludendo, credo che amore e silenzio non siano due opposti. Alle volte, anche quando tutto tace, mi capita di pensare che Gesù mi dica: «Sono sempre con te, ti amo».

Impariamo dunque a stare nel silenzio. A giustificare i periodi di silenzio: hanno le loro ragioni.

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