di Elisabetta Civallero

È nato! Un soffio e voilà, tutto è compiuto. Il vagito di un bambino è un urlo di speranza, di aspettative, di futuro. Un mistero che riempie il cuore di gioia, ma anche di ansia e, spesso, nel vuoto dei nostri giorni,...

di contraddizioni e di sofferenza. La vita scorre silente e sorniona, ma senza tempo perché il suo tempo è un soffio che si percepisce quando ormai è passato.
La nascita di una nuova creatura, però, è un miracolo che sancisce la sacralità della vita.
Commuove e scandalizza pensare che… non per tutti è così. Ancora troppi bambini nascono in una capanna. “Non c’è posto per te nell’albergo”, e vengono perseguitati da un Erode schiavo del potere e del materialismo.
Ancora troppi bambini non nascono per egoismo, opportunismo, povertà e ignoranza. Si può gioire pienamente di fianco a una culla con un piccolo pulito, profumato, “beato” e circondato di puro affetto. Ma soltanto pensando e pregando che questa creatura, il gioiello più prezioso che uno può desiderare e avere, protetta dal proprio Angelo custode, cresca nella scia della cometa. E trovi un posto nel mondo, un ruolo costruttivo di Bene, di Pace e di Giustizia.

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