di Elisabetta Civallero

Prima e pesante nevicataÈ tempo di semina: centauri sempre più mostruosi ronzano notte e giorno, compatibilmente con le abbondanti lacrime del cielo plumbeo, per preparare il terreno ad accogliere semi preziosi...

di grano, orzo e,in alcuni casi, segale. Inaspettata, però, nella serata di giovedì 14 novembre, scende la neve, tanta e pesante, causando, oltre a danni gravi agli alberi ancora ammantati di foglie, lo stop coatto alla frenesia dell’attività che riprende quando le condizioni migliorano.
L’inverno e, soprattutto, la dama bianca proteggeranno la vita, che pullula silenziosa e nascosta nel buio della terra, per trionfare preziosa nei mesi di giugno-luglio. Dal freddo e dal buio ritornano il sostentamento dell’Umanità e il risultato di un sudato lavoro.                   
Così è la vita di ogni giorno: il bene, seminato in silenzio, a volte nel buio, nel freddo di grandi sacrifici o dell’indifferenza se non di umiliazione, ritorna sempre, magari dopo tanto tempo e senza stagioni, ma ritorna sempre come un boomerang.
«In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi» (Marco 10, 29-31).
Il centuplo quaggiù e l’eternità.

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