di Elisabetta Civallero

Estate, natura, inquinamentoIn alcuni giorni, dicono gli esperti, la temperatura percepita supera i 40°C. In Germania, sono stati introdotti i limiti di velocità per non surriscaldare ulteriormente il manto stradale,...

già compromesso dal calore eccessivo. Il Pianeta brucia, ma, per fortuna, gli uomini si attivano per preparare fior di discorsi e manifestazioni contro un dissesto climatico e ambientale ormai insostenibile.
Pensando alle bellezze del creato e alla grandezza del Creatore, uno sguardo quasi disperato potrebbe ritornare alle pagine dell’Esodo 7, 14: “L’acqua mutata in sangue”, “Le rane”, “Le zanzare”, “I mosconi”, “Morte del bestiame”, “Gli ascessi”, “La grandine”, “Le cavallette”, “Le tenebre”, “La morte dei primogeniti” ovvero le Piaghe d’Egitto che, effettivamente, potrebbero essere tutti titoli di articoli di cronaca.
Diventa comodo, ma irresponsabile, non capire o perché ottusi o perché schiavi di uno sfruttamento irrazionale di tutto e di tutti.
Di uno stile di vita più semplice, più essenziale e più rispettoso non si parla, almeno ai livelli dove giace il potere.
Come suonano bene, quasi musicali e con nostalgia, le parole della filastrocca “I doni” di Angiolo Silvio Novaro: «E l’estate vien cantando, vien cantando alla tua porta, sai tu dirmi che ti porta? Un cestel di bionde pesche vellutate, appena tocche; e ciliegie lustre e fresche ben divise a mazzi e ciocche» (oggi, le nostre tutte con il bruco perché non trattate).
Intanto, in mancanza di principi etici, morali e religiosi, dovremmo almeno chiedere perdono al buon Dio, per essere così poco riconoscenti per tutti i doni da Lui ricevuti.

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