di Giovanni Dutto

Pilone votivoCapannoni e ipermercati si impongono alla vista di tutti noi. C’è in questo loro imporsi una sorta di violenza. Sfuggono invece al nostro sguardo i segni minimi: piloni votivi, cappelle campestri,...

affreschi un po’ sbiaditi su vecchi muri di case. Oggi muti segni della presenza del divino nel quotidiano vivere di altri tempi.
Il distendersi di alcuni centri urbani, secondo una linea orizzontale, consente di osservarne l’evoluzione urbanistica e con essa del pensiero che regge la vita là nascosta. La parte antica punteggiata di campanili, la parte nuova anonima nei suoi palazzi.
Senza alimentare nostalgie per un passato che aveva le sue miserie, occorre però riflettere se i nuovi santuari del commercio e l’ossessiva ricerca di una crescita ad ogni costo del PIL garantiscono la felicità. Forse, a lato di un’economia che deve essere più rispettosa, occorre riscoprire la voce di Dio, lasciandoci riplasmare da quei segni esteriori che ce ne ricordano l’esistenza.

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