di Silvia Micioni

VoceQual è la cosa che mi colpisce subito di una persona? Lo so, può sembrare strano, ma è la voce. La voce, con il suo timbro, la sua intensità, come e quanto spesso la persona decide di usarla,...

sono le cose che noto di più. Anche se possono capitare, per esempio tra fratelli e sorelle voci simili, ogni voce è unica e ha il suo colore. Mi piace paragonarle a uno strumento musicale: voci acute come il flauto o basse come un contrabbasso, voci dolci come l’arpa o profonde come il corno francese.
Una volta mi è capitato di ringraziare attraverso la LIS (lingua dei segni) una persona che non utilizza la sua voce. Ma non ho esitato nel pensare, al riguardo, anche in musica: “i silenzi” sono fondamentali e comunicano allo stesso modo delle note e dei suoni.
Quando delle persone care ci lasciano, una delle cose che mi manca di più è proprio la voce.
Spesso nel silenzio mi fermo e provo a ricordarle: alcune le sento ancora vicine e ben distinte, altre poco più lontane e affievolite, ma sempre presenti nel mio cuore.
Ogni tanto mi fermo a pensare e mi chiedo come fosse la voce di Gesù. Non so a quale strumento paragonarla, forse al suono intenso di una viola? Oppure al delicato, ma deciso suono dell’oboe?
Poi rifletto e credo che, per come Gesù utilizzava la sua voce, forse è bello paragonarla a un’orchestra intera, dove tutti gli strumenti insieme si coordinano in un unico suono da cui escono musiche strepitose.

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