di Elisabetta Civallero

“Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo, le altre parti soffrono. Se tu non senti la pena degli altri,...

non meriti di essere chiamato uomo”. Questa poesia, del grande poeta persiano Sa’ dïï di Shiraz, XIII sec. d.C., si trova a pag. 28 del libro “L’Ordine del tempo” di Carlo Rovelli, fisico teorico, responsabile dell’Équipe de gravité quantique del Centre de phisique théorique dell’Università di Aix - Marseille. Ma…, questi versi luminosi stanno anche all’entrata del Palazzo dell’O.N.U.
Sembra che agli uomini servano a poco, comunque…
È straordinario come lo stesso principio del poeta persiano, ma, soprattutto, della ricerca quantistica, si possa trovare nel Vangelo! «Io sono la vite e voi i tralci…» (Giovanni 15,1;16,4). La linfa che scorre nei tralci è la stessa che scorre nel tronco. Si individua però una certezza in più: i tralci sono sostenuti dalla vite che infonde Vita.
Alla luce degli insegnamenti di Cristo sono quindi potenziate anche le teorie di Anassimandro, filosofo vissuto ventisei secoli fa: “Le cose si trasformano l’una nell’altra secondo necessità e si rendono giustizia secondo l’ordine del Tempo”.
Il tempo rende giustizia, Dio è la Giustizia.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Scroll Up