di Giovanni Dutto

Lentezza è una parola fuori tempo. Lento è sinonimo di inadatto perciò nemmeno da prendere in considerazione. Eppure lentezza è in accordo con equilibrio, saggezza, riflessione, relazione.

In natura il maturare delle gemme, il crescere del filo d’erba, lo sbocciare dei fiori avvengono lentamente. Che dire poi dei grandi ripiegamenti delle rocce che danno origine ai nostri monti. Il terrore invade ogni essere vivente quando la rapidità dei fenomeni sopraffà la lentezza.
Sebbene la vita ci porti a correre, è vitale ritagliare qualche momento della giornata per riflettere su chi siamo.
Compiere gesti con pacatezza per accordare tempo all’altro in un rapporto più sincero, calmo e profondo. Parlare lentamente per una scelta accurata delle parole con attenzione al loro significato originario.

Rientrare nel proprio cuore per non dimenticare l’essenza profonda del nostro essere, per riscoprire la scintilla divina che ci abita. È da quel ritrovarsi che, con vitalità nuova, si può riandare verso gli altri nel servizio senza perdere se stessi.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Scroll Up