di Silvia Micioni

È piccolo, i capelli compaiono già timidamente sulla nuca. Le dita, ancora minuscole, si aprono e chiudono facendo movimenti regolari.
Ha occhi limpidi.

Il suo sguardo curioso scruta con attenzione ogni cosa attorno a sé.
Cerca gli occhi della mamma che, sorridente, non lo perde mai di vista.
La mamma è più bella di sempre, ormai non controllava più quella vita che le cresceva dentro, ma ora è lì… davanti a lei.
“Che futuro avrà? Avrà delle belle amicizie? Che esperienze farà? Verrà apprezzato, amato, aiutato?”. Sembra così piccolo e indifeso... Eppure, sa che sarà lui ad amare…
Poi il bambino viene distratto dalla vista di un uomo che gli sorride: il suo silenzio lo rassicura, nei suoi occhi il bambino nota una strana gioia mista a stupore e gratitudine e così emette un piccolo riso.
Il papà non ha gli stessi pensieri della mamma, il papà lo guarda estasiato, lo contempla… sa di avere una grande responsabilità e si chiede se ne sarà all’altezza. Sarà in grado di proteggerlo? Eppure, sa che sarà lui a proteggere…
Un alito caldo accarezza la pelle del bambino che si sente abbracciato e al sicuro…
Respirano molto lentamente, cercano di farlo con grazia: non vogliono interrompere il flusso di pensieri ed emozioni che riempie il silenzio di quel piccolo quadro.
Il loro compito è quello di riscaldare questa piccola creatura umana. Eppure, sanno che sarà lui a riscaldare tanti cuori…
È nato così in un piccolo quadro di famiglia, nell’umiltà di una stalla, dentro una mangiatoia.
È nato così: piccolo, umano, vulnerabile.
È nato così: un Infinito Amore, ma in un piccolo corpo, in un piccolo tempo, in un piccolo luogo.
È nato così: per servire, non per essere servito.

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