di Giovanni Dutto

Ho incontrato una persona in ospedale e ho provato a immaginare com’é il mondo visto dalla posizione orizzontale, soprattutto se vi sei costretto da tempo. Tutto è al di sopra e se anche guardi negli occhi...

gli altricomunque lo sguardo segue una linea verticale dove tu occupi la parte più in basso.
Nei giorni seguenti mi hanno detto di una persona che, costretta dalla nascita in quella posizione, grazie alle cure oggi è riuscita a stare seduta. Il mondo ha cambiato prospettiva: lo sguardo negli occhi degli altri ora segue una linea orizzontale in cui, almeno in questo, si è alla pari. Ne ha guadagnato la dignità. Quale travolgente gioia sarà stata la prima volta; forse anche è nata la speranza che quello sia solo un primo passo per arrivare alla posizione eretta.
Quanto poco ci vuole per cadere nella posizione orizzontale e quanta fatica costa poi il vivere la quotidianità in una lotta continua per rimanere aggrappati alla dignità.
Ogni mattina si rinnova il miracolo di potersi alzare e se anche gli imprevisti stravolgeranno i programmi pensati per la giornata, ancora sarà tempo di ringraziare.
A Chi conosce il mistero del nostro essere eleviamo al risveglio una preghiera, affinchè l’abitudine alla salute non ci faccia scordare il dovere di spenderla per fare del bene.

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