di Elisabetta Civallero

Le parole sono pietre e ogni gesto umano trasmette un significato. Un mio amico, responsabile dell’assunzione di personale in una importante azienda, valuta un candidato dal modo...

con cui egli stringe la mano nell’atto di saluto e di presentazione. Un abbraccio è qualcosa in più di una stretta di mano: può essere sincero o falso, inibito o disinibito, di affetto gioioso o di dolore, di consolazione o di addio…       
Nell’omelia, tenuta durante una Messa domenicale, il Parroco celebrante ha raccontato di come, a una festa di matrimonio, un bambino veniva avvolto di abbracci dai numerosi invitati che se lo trastullavano uno con l’altro.
Il bambino poi è cresciuto, è diventato un adulto e ha scoperto che le persone con le quali si relazionava si dividevano in due parti: i nemici, che sono pronti ad “accoltellarti”, e gli amici che non ti colpiscono, ma che, spesso, non si attivano per impedire che altri lo facciano.
Quel Parroco, forse triste, forse deluso, forse tradito, sicuramente realista, attento e Uomo di Fede, ha trasmesso un messaggio vitale, soprattutto per un Cristiano, quando ha concluso che l’abbraccio vero, rappresentato da tutti gli abbracci ricevuti dal bambino, è solo e sempre quello di Dio.

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