di Silvia Micioni

Era già sotto morfina, dormiva. Le ho parlato e dopo un po’ ha aperto gli occhi, ha guardato me e mia sorella e ha stretto le nostre mani fra le sue.
Così ci siamo salutate.

Quando viene a mancare qualcuno … soffri. Stai male, ti arrabbi, piangi, non capisci, non riesci a darti una spiegazione.
È proprio così, le persone che hai amato lasciano un vuoto disarmante e incolmabile.
Qualche giorno fa è mancata una persona che conoscevo, alla quale ero molto legata. È stata il mio punto di riferimento per anni. La distanza e il tempo non hanno mai diminuito la stima e l’affetto reciproci.
Quando ho appreso la notizia della sua malattia mi è mancato il fiato. Non potevo non salutarla, non ringraziarla, non abbracciarla per l’ultima volta. Ho sperato così tanto di riuscire ad arrivare in tempo nella mia città! E le mie preghiere sono state ascoltate.
Davanti a quella “croce” mi è venuta in mente la frase del libro di Bernanos, “… tutto è grazia”.
Forse perché, in quel momento di sofferenza così estrema, ho capito che significato avesse avuto, per me, incontrare e conoscere quella persona. Lei come, se non più di altri, ha contribuito alla mia crescita soprattutto con il suo amore, oltre agli altri aspetti... Dal primo all’ultimo suo sguardo il significato è stato sempre quello: “Silvia, io credo che tu possa farcela. Ti voglio bene”.
E l’Amore, di certo, supera la morte.
Ce la farò, te lo prometto, a vivere appieno questa vita, con tutta me stessa!

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