di Elisabetta Civallero

Assoluto, “Sciolto da…”, indiscutibile, sovrano, superiore, senza legami.
Che cosa c’è di assoluto?
Il Bene?

“Quello che è bene per te, per me o per altri è un errore o almeno la realtà di un valore discutibile”. Scorrono tanti esempi, tante situazioni: “Per qualcuno la sincerità è un bene, per altri è ingenuità, indice di poca furbizia”.
La giustizia? “Ma, che cosa è giusto? C’è chi, per giustizia, uccide”.
La verità? “Che cos’è la verità quando tutti sono convinti di possederla?”.
L’amore? “Che bel termine, il quale, oggi più che mai, veicola sfumature di significato che, alla fine, resta la sfumatura e niente più”.
La vita? “Certamente, la vita, ma quanto viene rispettata la vita in tutta la sua dignità?”.
La Libertà? “Si potrebbe scrivere un libro. Oggi, si sente libero chi può insultare il prossimo, chi è così bravo da evitare di rispettare anche la più logica regola. Magari costui diventa anche un esempio!”. E così, via di seguito.
Quindi, non esistono valori assoluti, sciolti dal giudizio umano. Il nostro è il Mondo del relativo: “più o meno, forse…”, dell’“oggi così, domani poi” perché oggi mi interessa, mi conviene. Domani è un altro giorno, quando anche i colori possono apparire in modo diverso: è rosso?, no, ma, forse… Oggi il rosso non porta vantaggi. Facciamo che sia giallo.
Questa è stata la discussione che ha animato il viaggio di ritorno da tre giorni di vacanza al mare con i miei figliocci, diciannove e vent’anni, studenti universitari, Informatica e medicina, autostrada Savona-Mondovì.
Il tempo è volato e in men che non si dica siamo stati a casa, non prima di concludere che di Assoluto c’è soltanto Dio e che nel nostro “mondo del press’a poco” senza di Lui non c’è futuro.   Lui è il nostro Faro. Soltanto Lui è l’Assoluto.

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