di Martino Pellegrino

Domanda: dimmi il nome di una grande persona. Risposta: il presidente, l’attore del cuore, il maradona di turno. Peccato: risposta di corto respiro. Riproviamo: dimmi una persona grande. Risposta:...

i miei genitori, madre Teresa, papa Francesco. Risposta di discreto respiro, ma c’è di meglio.
Ma, dunque, qual è la risposta di ampio respiro? Semplice: Marco 12,41-43, la vedova che getta nel tesoro del tempio due spiccioli: “Nella sua miseria, vi ha gettato tutto quanto aveva per vivere”.
È il metro della qualità e dell’interiorità, non del conto in banca o delle comparse in Tivù.
Vogliamo accostare alla vedova del tempio un uomo del ventesimo secolo, un piccolo uomo, gigante evangelico? Molti di voi lo conobbero: era una persona di una semplicità disarmante, ma aveva due punti di riferimento, uno per questa vita, uno per l’altra.
Citiamo le sue precise parole: Uno: “Dobbiamo stare con rispetto davanti a Dio”; Due, quando gli domandarono il suo programma per l’eternità: “Lo adorerò”.
Incorniciate le due risposte, sono sufficienti per essere più grandi del presidente e dei maradona, perfino in concorrenza con papa Francesco. 

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