di Elisabetta Civallero

Dal mio giardino, osservo una beccaccia che becchetta disperata il vetro di una finestra della casa del mio vicino. La scena si ripete da giorni. “Poverina “, penso, “avrà dentro...

(è la finestra di un fienile, locale vuoto) i piccoli!”. Noto, però, che la massima agitazione si manifesta in momenti particolari della giornata: quando il sole svolge il suo cammino da sud verso ovest rendendo, con i suoi fasci di luce, i vetri brillanti come cristalli.
Altro che amore per la prole… Il volatile angosciato è attratto irresistibilmente dalla sua immagine riflessa in quello specchio!
Come Narciso, anche la beccaccia è innamorata di se stessa.
Pensavo che almeno il mondo animale fosse esente da un complesso che porta l’individuo a pensare in modo circolare, chiuso, per cui tutto ritorna e deve ritornare sul proprio IO. Pensavo anche che a fare la differenza fra una beccaccia e una persona umana fossero la ragione e i valori che dovrebbero tranciare la chiusura dell’Ego per creare un’apertura verso l’altro. Ma…, com’è difficile combattere l’egocentrismo e l’individualismo! Essi rappresentano le piaghe di una società decadente per la mancanza di principi, i quali aprano gli occhi su un cristallo illuminato, dove riflessa non è l’immagine di se stesso, ma quella di Dio. Egli guida il cammino per non restare intrappolati nel vortice dell’egoismo che non può che trascinare verso il fondo.
E allora mi ripeto le parole scritte sui muri della Casa dei Bambini di Calcutta: «Trova il tempo di pensare, trova il tempo di pregare, trova il tempo di essere amico. È la fonte del potere, è il più grande potere sulla Terra, è la musica dell’anima.
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo per amare ed essere amato. Trova il tempo di dare. È il privilegio dato da Dio».

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Scroll Up