di Giovanni Dutto

Segreto: parola carica di mistero che rimanda a discorsi sussurrati all’orecchio. Segreto mondano che sfiora il pettegolezzo,...

per antico stereotipo riguardante il mondo femminile (ma non solo). Segreto di poteri nascosti che si colora di grigio, piuttosto (ma non sempre) legato al mondo maschile.
Sul finire del 300 Agostino scrive le Confessioni e mille anni dopo Petrarca il Secretum per dirci che “segreto” è ben più di pettegolezzo o intrigo. È storia dell’anima, cosicché ognuno ne fa esperienza. Segreto che muta con il tempo: ora è gioia che con trepidazione speriamo diventi felicità, ora è grave preoccupazione che non vogliamo diventi duratura sofferenza.
Anche gli alberi custodiscono un segreto. Quando tessono il cielo freddo e grigio di nere trame, nascondono nell’intimo della linfa il loro segreto che sveleranno solo a primavera. È la loro fatica annuale. Perché sempre il segreto comporta fatica ed allenamento nel custodirlo, travaglio nel lasciarsi plasmare. Segreto gelosamente e silenziosamente custodito di una vita che non muore, scintilla che Qualcuno ci ha messo dentro e di cui con speranza dobbiamo allenarci a ringraziare ogni mattina.

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