di Giovanni Dutto

I fisici ci dicono che il tempo (se esiste!) ha sempre la medesima durata. Eppure nel sentire quotidiano, quando giunge la sofferenza...

il tempo rallenta e ciò rende più pesante il vivere. Esiste però un’uscita di sicurezza: raccogliere le ultime energie per impegnarle a favore di qualcuno. Per il credente questa scelta non è solo un impegno civile: si riveste della solidarietà propria di chi esce da sé e si fa prossimo.
“Abbandonarsi a Dio affidandosi alla Sua amorosa provvidenza”: un atto di umiltà che mette da parte l’io umano per accettare la volontà del Signore nella Sua piena libertà di operare e regala calma al cuore.
E quando il nodo è sciolto ti trovi cambiato: le pene hanno lasciato il segno, ma anche una nuova saggezza. Timidamente ricominci a sperare che forse una nuova primavera ancora ti sarà donata.

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