di Costanza Lerda

No vaxUn cataclisma si è abbattuto sul mondo intero.
Nella primavera 2020 misure eccezionali vengono adottate per contrastare l’espandersi di un virus. Molta strada si è percorsa, nello studio,...

nella conoscenza, nella cura. Non risulta facile “governare” le reazioni, assumere decisioni impopolari, imporre restrizioni necessarie. Con il passare dei mesi e con l’aumento delle possibilità di cura, anche preventiva per non ammalarsi, compaiono dubbi, prese di posizione nettamente contrarie. C’è chi non si vuole vaccinare, chi è disturbato dal mostrare il green pass. L’ampio e variegato mondo dei “No Vax” si fa sentire, ci infastidisce anche un po’. Motivazioni a volte banali, citazioni fuori luogo, accostamenti azzardati, irritanti…
Affiancare la situazione alla Shoà, paragonare il momento presente ad una dittatura, parlare di limitazioni delle libertà fondamentali.
Ha 73 anni Alberto Mantovani, l’immunologo che dirige l’Istituto Clinico Humanitas a Milano. Fabio Fazio gli chiede: «Quando sente parlare di dittatura sanitaria che cosa le viene da dire?». «Mi viene da parlare con le persone e spiegare - ripete, aggiungendo che - è il nostro dovere di ricercatori e medici». Non è l’ultimo arrivato. Non ha certezze preconfezionate, comunica con chiarezza il suo pensiero, disponibile al confronto.
Tutto ciò mi ribadisce che intanto nessuno è onnipotente, né gli uni né gli altri…. ma che dobbiamo comunicare tra di noi!
Oggi apprezzo di poter uscire, andare al cinema, al bar, fare un viaggio, incontrare persone, anche se con la mascherina.

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Il fatto in Controluce

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