di Costanza Lerda

I bambini e le armiFatalità, incidente, disgrazia, errore, tragedia…
Si possono trovare ancora altre parole, termini, per descrivere quanto accaduto, accidentalmente, nella villetta a san Felice del Benaco sul lago di Garda,...

il 16 ottobre scorso. Un colpo partito da un fucile, in mano ad un tredicenne, uccide la sorella di quindici anni. Ci vuole poco a trasformare un pomeriggio, magari annoiato, in un fatto che farà da discrimine per questa famiglia e magari per tutto il paese. Al di là del solco di dolore scavato in questo nucleo e che rimarrà per sempre nel vissuto, possiamo fare qualche ragionamento utile a tutti.

Giorgio Beretta, dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere, sostiene che la legislazione italiana sia una delle più permissive europee. Sarebbe sufficiente rendere più difficile ottenere i permessi per tenere in casa armi? Non credo. Non è la prima volta che accade un fatto del genere. Parlerei piuttosto di educare anche i nostri interessi. Forse l’uso del tempo libero dal lavoro indirizzandolo verso attività non pericolose, per sé e per gli altri. In questo fatto si può certo invocare la casualità, l’accidentalità.

Allarghiamo un po’ lo sguardo. La detenzione, anche legale, di armi non fa bene. Qualcuno per lavoro vi è costretto. A volte, per chi è disperato, si può quasi trasformare in una possibilità di soluzione di problemi, in modo definitivo. Dobbiamo vicendevolmente educarci. Ci sono attività legali, possibilità di occupare il tempo che non ci fanno bene, che sarebbe meglio non coltivare…
Chissà se sapremo trarne qualche indicazione per il futuro!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Il fatto in Controluce

Il fatto in Controluce

Il fatto in Controluce

Il fatto in Controluce

Il fatto in Controluce

Il fatto in Controluce

Scroll Up