di Costanza Lerda

Cyberbullismo alla scuola Media - Caraglio CNPoteva far finta di nulla. Arrabbiarsi, prendere provvedimenti disciplinari.
Ha ragionato, riuscendo a trasformare l’incidente in una positiva riflessione.

Raffaella Curetti, dirigente scolastica di Caraglio, ha coraggiosamente voluto prendere di petto quanto accaduto nelle classi della scuola media di cui è responsabile.
«…Casualmente è stata scoperta un’intensa attività di immagini scattate durante la DAD o a scuola, di nascosto, a insegnanti e compagni. Modificate con scopi denigratori e sovente accompagnate da parolacce, insulti, pesanti allusioni sessuali, fatte circolare nei gruppi dei ragazzi. Alcuni alunni hanno ammesso le loro responsabilità, i più hanno negato. Moltissimi hanno riconosciuto di aver visto queste immagini, chi sul proprio telefonino, chi su quello di compagni e amici… Il Collegio dei docenti ha avviato una profonda riflessione interna, condividendo l’amarezza per la superficialità e la mancanza di rispetto manifestata dai ragazzi, verso compagni e insegnanti. E ha concordato sul fatto che occorra dare un segnale netto, chiaro».
Questo ed altri pensieri ha scritto alle famiglie. Per un’intera giornata, lo scorso dieci giugno, sono state sospese le lezioni, con l’obbligo di presenza degli alunni in classe per riflettere su quanto accaduto. Per valutare il peso delle azioni, «perché sia chiaro a tutti che la responsabilità individuale è la base di una cittadinanza consapevole».  
La rete, i social sono strumenti da maneggiare con cura, nella consapevolezza dei rischi che si possono correre, se siamo superficiali o poco attenti. Vale per tutti.

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Il fatto in Controluce

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