di Costanza Lerda

Giornalista aggredita a CuneoLa catena rompe il vetro, la mano e la testa della giornalista ferite, l’intervento dei poliziotti che — come mai? — non ammanettano, le case occupate abusivamente… La violenza non ha giustificazioni.

Due pensieri.

Abbiamo qualche volta seguito il programma “Fuori dal coro”, i dibattiti in studio e la sua troupe in giro ad effettuare servizi? È approfondimento, è informazione o volutamente affrontare gli argomenti in modo violento, provocatorio, con atteggiamenti e parole? A dire il vero sovente i giornalisti, nel lavoro di inchiesta, paiono a noi, seduti sul divano, un po’ invadenti ed indisponenti. E non solo quelli inviati da Mario Giordano.
Le case occupate, tante, non rilasciate ai proprietari. Mi sono tornate alla mente parecchie situazioni, tutti coloro che hanno qualche difficoltà relazionale.
Non si tratta di giustificare azioni inqualificabili. Si tratta di interrogarci sul disagio in questa pandemia, sulla disoccupazione, sulle tante fragilità. Quali le attenzioni alle fasce deboli, deboli prima e sempre più deboli ora. Anche le persone in difficoltà devono poter avere una casa.
Cuneo è come tutte le altre città, nasconde ai più queste incongruenze, forse riesce meglio ad assorbire le difficoltà, non essendo di grandi dimensioni.
Sono le scelte politiche più ampie che potrebbero dare risposta o prevenire fenomeni di disadattamento e di violenza. Occorre impegnare risorse e fondi per il ben vivere dei cittadini e per garantire, anche a chi fa fatica, un percorso dignitoso ed attento.

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Il fatto in Controluce

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