di Costanza Lerda

Bussare a... Tik TokAntonella ha dieci anni, vive a Palermo, muore a Palermo. Una bambina di nove anni, a Lecce, tenta il suicidio nei bagni della scuola, salvata in extremis. Azioni partite e gestite usando i contatti on line.

Episodi non rari. I social non sono neutri. A fornire una diversa luce su queste tristezze una tredicenne di Cuneo. Scongiura un tentativo di suicidio di un coetaneo lombardo grazie all’intervento provvidenziale della Polizia Postale, all’uopo allertata da sua madre.
Un filo positivo lega le prime due vicende all’ultima. La tredicenne ha saputo, voluto, insomma ha comunicato con un adulto. La sua mamma ha compreso la gravità dei messaggi che giungevano alla figlia. Ha agito.
Questi fatti che scuotono l’opinione pubblica, interrogano.
Che cosa è dunque l’educazione digitale?
Intanto la legge vieterebbe l’uso di tali strumenti prima dei 13 anni. Sappiamo anche che la parte del cervello che gestisce il controllo degli impulsi e dei rischi non è definitivamente formata fino ai 21 anni. Che cosa dice l’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche operativa dal 2002? Mette in guardia, aiuta gli adulti a discernere, li fa riflettere su come intervenire, li aiuta ad individuare i campanelli d’allarme. Dice tanto altro ed agisce. Il sito www.dipendenze.com , con il suo numero verde e le sue iniziative può essere di aiuto per un dubbio o un sospetto.
Un solo rammarico. Una maggiore sensibilità ha dovuto passare dalla corda stretta al collo di una bambina di dieci anni a cui il cellulare era arrivato come regalo per la prima Comunione.

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Il fatto in Controluce

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