di Martino Pellegrino

Odio genera odio, si dice spesso, e con buone ragioni. È la legge del taglione, una spirale di morte. Ma qualcuno smentisce...

il pessimismo. È capitato a Manchester la sera dell’attentato con ventidue morti e più di cento feriti. Mentre a migliaia fuggono all’impazzata dall’arena dove terminato il concerto è scoppiato l’inferno, due senzatetto - un trentacinquenne svegliato dal botto e un trentatreenne che sta chiedendo l’elemosina - si precipitano nella direzione opposta per soccorrere le vittime. Vedono scene orripilanti, bambini con chiodi in faccia, una ragazza senza gambe, feriti che morirebbero dissanguati se non fossero bendati alla meno peggio, una donna che muore tra le loro braccia.
Intervistati, poi, dalle tivù si schermiscono: «Ho fattoquello che doveva essere fatto», «sono un senzatetto e vivo alla giornata, ma ho un cuore», «avevano bisogno di assistenza, così mi sono alzato», «non avrei più potuto convivere con me stesso se quella notte me ne fossi andato via», «altri avrebbero fatto lo stesso se ad aver bisogno di aiuto fossimo stati noi».
Il loro gesto ha innescato una prodigiosa gara di solidarietà, una Crowdfunding come la chiamano gli inglesi. Non sempre le bombe scatenano un’escalation di morte e gli eroi non sono soltanto i reduci di guerra.
Non so se i due siano cristiani, so che hanno praticato alla lettera il Vangelo di Gesù. Onoriamoli chiamandoli per nome e cognome: Stephen Jones e Chris Parker.
Finché esistono persone come loro, senza dimora o con fissa dimora, c’è un futuro per questo nostro (povero) mondo.

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Il fatto


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